Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO delegato in data 02/03/2020

Stato iter:
IN CORSO
Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-04863
presentato da
BIGNAMI Galeazzo
testo di
Martedì 3 marzo 2020, seduta n. 314

BIGNAMI. — Al Ministro dello sviluppo economico, al Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare. — Per sapere – premesso che:

nell’anno appena concluso in Italia si sono consumati poco più di 73,8 miliardi di metri cubi di gas naturale, 1,6 miliardi in più rispetto al 2018 e, sebbene con alcune oscillazioni, il trend generale del consumo di gas naturale nel nostro Paese, a partire dal 2014, è in costante aumento;

nel 2019 la produzione di gas nazionale è stata di circa 5 miliardi di Smc (standard metri cubi) ovvero circa il 7 per cento del consumo;

le riserve di gas naturale producibili nel sottosuolo del nostro Paese ammontano, ad oggi, ancora a circa 48 miliardi di standard metri cubi (dati del Ministero dello sviluppo economico), numero che viene costantemente aggiornato e rivalutato di anno in anno in seguito al rimpiazzo delle riserve prodotte con quelle nuove che vengono «scoperte» grazie a metodi di indagine più avanzati e alla maggiore conoscenza che si matura sui giacimenti;

nei prossimi anni in Italia crescerà il contributo delle energie rinnovabili, ma nel 2030, anche secondo l’ambizioso piano energetico italiano, l’Italia consumerà ancora molto gas e petrolio, quasi tutto importato dall’estero;

a seguito dei provvedimenti assunti da questo Governo e dal precedente potrebbe, a parere dell’interrogante, registrarsi un progressivo disimpegno delle compagnie petrolifere nei confronti dell’Italia. Su questo potrebbe aver inciso l’aumento dei canoni di concessione petrolifere, del mese di dicembre 2019. Il decreto firmato dal Ministro dello sviluppo economico Stefano Patuanelli e dal Ministro dell’economia e delle finanze Roberto Gualtieri rivede le «modalità di versamento delle maggiorazioni dei canoni annui per le concessioni di coltivazioni e stoccaggio nella terraferma, nel mare territoriale e nella piattaforma continentale italiana». In totale il Bollettino ufficiale degli idrocarburi e delle georisorse (Buig) dà conto di 45 decreti ministeriali di riduzioni delle aree di concessione di coltivazione di idrocarburi sia onshore sia offshore, tutti firmati dal direttore generale del Ministero dello sviluppo economico;

è notizia di questi giorni lo slittamento al febbraio del 2021 del Piano per la transizione energetica sostenibile delle aree idonee (Pitesai), ovvero il piano che il Ministero dello sviluppo economico deve mettere a punto per indicare dove si potrà continuare ad esplorare ed estrarre idrocarburi, di conseguenza, congelando ancora l’attività e gli investimenti connessi alla ricerca e alla produzione di idrocarburi;

la proposta di modifica prevede anche che, nelle aree che risulteranno incompatibili, il Ministero dello sviluppo economico avvierà i procedimenti di revoca dei permessi. Già esisteva una norma varata dal precedente Governo che aveva sospeso qualunque nuovo rilascio di permessi di ricerca e di concessioni di coltivazione di idrocarburi, sperando nel frattempo di redigere un piano di sostenibilità nazionale;

nel solo territorio di Ravenna si stimano in circa 10 mila i lavoratori impiegati, direttamente o indirettamente, con la produzione di gas naturale nazionale che è la fonte più pulita per costituire il mix energetico in grado di sostenere la transizione verso un futuro in cui si useranno solo rinnovabili. Quanto sta avvenendo rischia di mettere in discussione anche la permanenza di Eni a Ravenna e il possibile ricollocamento dei lavoratori altrove;

considerando che nei Paesi esteri produttori gli standard ambientali sono spesso nettamente inferiori all’Italia, se si azzererà la produzione nazionale, visto che il consumo nazionale non è in calo, sarà necessario aumentare il trasporto con navi e condotte, spesso osteggiate, con un impatto ambientale sensibilmente superiore a quello del gas prodotto in casa –:

se si intendano adottare iniziative di carattere normativo al fine di tutelare la produzione nazionale di gas naturale, incentivandone gli investimenti e salvaguardando l’intero comparto che conta, ad oggi, migliaia di lavoratori.
(4-04863)